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La dieta dell'anziano

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La dieta dell'anziano

Messaggio Da Conan il Gio Apr 19, 2012 12:26 pm

Ho trovato questo interessante articolo: http://www.luciomariapollini.com/articoli/dieta%20dell'anziano.htm in cui si spiega come varia il metabolismo e quindi l'alimentazione all'aumentare dell'età. Riporto alcuni punti a mio avviso importanti:


"Il metabolismo basale decresce di circa il 20 % dai 30 ai 90 anni di età. e il calcolo del metabolismo basale viene fatto prendendo in considerazione solo la massa magra, il declino con l’età non è più riscontrabile."

"La progressiva riduzione del metabolismo basale nell'anziano non è perciò conseguenza dell'invecchiamento, ma delle modificazio­ni della composizione corporea, principalmente della riduzione della massa magra e dell' aumento di quella adiposa.
I muscoli scheletrici di un soggetto di 70 anni hanno perso il 40 del loro peso, e la diminuzione del tessuto muscolare è quella che contribuisce maggiormente alla diminuzione della massa magra."

"L'acqua totale corporea scende dal 61 % al 53 % nei maschi e dal 51 % al 46 % nelle femmine.
A questa diminuzione concorre l'aumento del tessuto adiposo, povero di acqua, e la dimi­nuzione della massa magra che presenta un conte­nuto d'acqua maggiore.
La riduzione della massa ossea pare che dipenda dalla dieta e dall'attività fisica.
Negli uomini il metabolismo basale è più elevato di circa il 7 % rispetto alle donne, perché in queste ultime vi è una percentuale maggiore di tessuto adiposo."

"Sul fabbisogno proteico dell'anziano non esiste tra gli studiosi un completo accordo.
Le ricerche basate sullo studio del bilancio azotato, indicano che le richieste va­riano da 0.5 a 1.0 g / Kg / die; negli Stati Uniti 0.8 g / Kg / die, in Italia 1 g /Kg / die.
Un consumo eccessivo di proteine non è considerato, nell'anziano, pericoloso per la salute.
Alcuni Autori consigliano, pertanto, apporti anche superiori, cioè di 1,3-1.4g / Kg / die di proteine, che si ritiene possano ritardare il deterioramento delle masse muscolari.
Assunzioni di proteine più elevate (su­periori a 1,5 g / Kg / die) si ritiene che non venga­no completamente assorbite."

"Nell'anziano almeno uno dei pasti prin­cipali deve essere costituito da una porzione di carne o di pesce (quest'ultimo dovrebbe essere presente nella dieta almeno due volte la settimana) .
Con l'invecchiamento intervengono impor­tanti modificazioni nel metabolismo dei glicidi.
Si assiste infatti, ad una progressiva riduzione della tolleranza ai carboidrati (con
conseguente aumento della glicemia basale).
I glicidi debbono fornire almeno il 50 % delle calorie totali.
L’apporto di “zuccheri semplici" (mono o disaccaridi) a rapido assorbimento intestinale (dolci, gelati, sciroppi, marmellate), deve es­sere limitato per evitare l'iperglicemia post­prandiale.
E' opportuno pertanto, preferire i cosiddetti “carboidrati complessi” (polisaccaridi: pane, pasta, riso, legumi, patate), caratte­rizzati da un assorbimento intestinale più lento.
Fanno eccezione il fruttosio ed il lat­tosio, contenuti nella frutta e nel latte, in quanto abbinati a Vitamine nella frutta, e a proteine e calcio nel latte."

"I Lipidi (30-40 % delle calorie totali) sono necessari per l'apporto di sostanze che l'organismo non e' in grado di sintetizzare: acidi grassi essenziali.
Nell'alimentazione dei Paesi occidentali il contenuto in grassi supera attualmente il 40%.
Una dieta con un apporto di grassi del 30 % dell'energia totale, potrebbe portare il livello medio del colesterolo plasmatico della popolazione intorno ai 200 mg/dl, valore associa­to ad un basso rischio di cardiopatia ischemica"

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Re: La dieta dell'anziano

Messaggio Da Conan il Gio Apr 19, 2012 12:33 pm

Quindi possiamo trarre interessanti spunti:

- Il metabolismo cala in funzione della diminuzione di massa magra. Quindi continuare ad allenarsi anche in età avanzata è molto importante per mantenersi giovani ed attivi e ridurre la perdita fisiologica di massa magra, innalzando il metabolismo.
Il fabbisogno proteico consigliato è addirittura di 1/1,4g pro kg (basta pensare che nel giovane sedentario si consiglia 0,8/1,2g pro kg e anche 1,8 nell'atleta). In pratica ben più alto di quello che molti medici consigliano per un ultrasessantenne.

- I glucidi vengono tollerati di meno, causando problemi di iperglicemia e di accumulo di grasso corporeo. Ergo è meglio consumare frutta, verdura e proteine che carboidrati (tutto il contrario di quello che di solito si vede fare, ovvero piatti di pasta e dolci e poca o niente carne).


Sarà un caso che i migliori "vecchietti" che si vedono in giro sono proprio quelli che continuano ad allenarsi quotidianamente, mangiano poco, limitato i carboidrati (soprattutto quelli semplici) e si idratano molto? Secondo me no.
Purtroppo in Italia la cultura alimentare corretta è poco divulgata e conosciuta e ci sono più persone con problemi legati ad una scorretta alimentazione/stile di vita che persone sane.

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